Chi sono

Gian Luigi Braggio

Diplomato in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Torino, città nella quale ancora oggi vivo e lavoro, mi sono dedicato con continuità alla ricerca artistica, svolta parallelamente per un certo periodo alla professione di bibliotecario specializzato e poi di insegnante.

La mia poetica ha sempre fuso arte e spiritualità, intesa come tentativo di comprensione profonda del reale, strumento meditativo spontaneo e naturale che poco alla volta è stato indagato, disciplinato e trasformato. Mi sono avvicinato alle filosofie orientali non per abbracciare una religione o qualcosa di altro e fuggire dal presente, ma perché tesoro di idee che assolvono alla funzione di “mezzi abili”, strumenti efficaci per dare forma alle intuizioni dell’invisibile. Nel 2016 mi sono avvicinato allo zen, in particolare alla mindfulness zen insegnata dal monaco vietnamita Thich Nhat Hanh, poi al Soto zen, alla Mindfulness MBSR e alla Creativity Mindfulness e ho sviluppato il progetto Mindfulness Creativa e il percorso Rupa-Yoga.

Questa indagine mi ha portato a conoscere monasteri buddhisti, in particolare il Plum Village di Bordeaux, il Na Uyana Aranya in Sri Lanka, il Suan Mokkh in Thailandia, e ho visitato templi dell’India e di altri Paesi asiatici, sino al Giappone, al tempio Eiheiji fondato da Dogen; mi sono avvicinato all’Advaita Vedanta, allo Shivaismo del Kashmir. Sono stato nell’ashram di Ramana Maharshi a Tiruvannamalai, città sorta intorno alla montagna sacra di Arunachala, dove ho approfondito l’autoindagine ispirata al suo insegnamento.

Combustione, 2018

Il motto “Conosci te stesso” scritto sul frontone dell’antico tempio di Delfi, a detta di Socrate, sintetizza la natura dell’essere umano. Anche i famosi versi di Dante che recitano “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” richiamano alla vocazione umana di elevarsi per mezzo dell’intelletto, al senso autentico della vita al netto delle distrazioni e dei piaceri, a costo di naufragare.

La mia ricerca artistica, spirituale e umana risponde a questa esigenza conoscitiva. Mi ha spinto a indagare e sperimentare la natura dell’esperienza e il rapporto tra coscienza, forma e realtà. Questo perché l’arte, in ogni sua declinazione, è il luogo della massima espressione della creatività umana, quando non è soffocata dal desiderio di affermazione personale che nutre e dilata l’ego invece di cercare di contenerlo e di comprenderlo.

Parallelamente alla pratica artistica, sviluppo percorsi basati sulla mindfulness e sulla creatività, orientati a rendere accessibile questa dimensione esperienziale nella vita quotidiana. Da qui nasce Rupa Yoga: una direzione di lavoro sperimentale, indagine sulla forma come manifestazione della coscienza e come possibilità di riconoscimento di sé.