
In sanscrito Rupa significa “forma”, “apparenza”, in riferimento alla dimensione materiale dell’esistenza. Yoga invece significa “unione”, “connessione” profonda con il Sé.
Quando dipingiamo, scriviamo, suoniamo uno strumento, può emergere uno stato di assorbimento spontaneo: l’attenzione si sposta dagli oggetti dell’esperienza all’atto stesso del fare. La mente si acquieta, il tempo si sospende. Entriamo in uno stato di intimità naturale con il Sé e con il mondo.

Integrare strumenti creativi alla Pratica di Consapevolezza sviluppa un percorso di crescita umana, orientato alla comprensione di quanto avviene a livello corporeo ed emozionale. Disciplina la mente e orienta la forza vitale verso l’azione consapevole, non reattiva, in cui si manifesta l’unicità di ciascuno, dando senso al proprio agire. La creatività può così trasmettersi ad ogni aspetto del quotidiano, dall’ambito personale e affettivo a quello lavorativo e relazionale.
Non finalizzata a produrre risultati o ad affermare una personalità, l’arte diventa strumento per osservare la forma mentre accade. Si impara a sospendere il giudizio, ad aprirsi all’incontro con l’inaspettato e ai diversi punti di vista, a superare abitudini, pregiudizi e aspettative. Si scopre che la bellezza non è una proprietà degli oggetti, ma la percezione di un’unità che li attraversa e li comprende.
È un continuo sperimentare e riconoscersi come Coscienza nel gioco delle forme.
